Assessore,
leggo con molta attenzione le note da lei inviatemi.
E ne resto molto colpito e ferito.
Da 6 anni lavoriamo il quella piazza. Che era un punto di spaccio. Una piazza morta, una piazza in cui i delinquenti si ritrovavano. Un parcheggio dove l'abusivo Giovanni Cardone imponeva la sua legge. Spacciando e pretendendo soldi per il parcheggio. Era una discarica a cielo aperto. Deserta.
Abbiamo lavorato con attenzione. Esponendoci. Abbiamo raccolto denunce, firme, fatto chiudere la piazza grazie a varie petizioni. Abbiamo fatto arrestare il parcheggiatore/estorsore del largo.
2 bambini che abitavano non lontano del locale sono stati affidati ad un casa famiglia grazie alle nostre continue segnalazioni. di abbandono e di "rischio" per i piccoli. Esponendoci nuovamente. E la madre, oggi, ci ringrazia. Perchè i figli stanno meglio.
Ed ancora abbiamo bonificato i giardini a più riprese. Rendendoli puliti e fioriti.
Lavoro costantemente distrutto da vandali e dagli stessi giardinieri del comune di napoli.
Abbiamo resistito a furti, minacce, estorsioni. Dando sempre segnali positivi. E tanto altro ancora.
Paghiamo regolarmente uno "spazzino ausiliario" per ripulire il largo. Tutte le notti.
Oggi la piazza è sicuramente quello che Lei dice. Un ritrovo di giovani. Uno spazio dove ci si incontra. Dove si suona e si balla. E noi abbiamo fatto di tutto per trasformarlo. E' certo. E ne andiamo fieri!
Questi i motivi che hanno portato all'adozione. I motivi che hanno spinto il Presidente Impegno, in seguito alla rapina alla nostra attività, a sollecitareLe la firma del protocollo sul quale si stava lavorando da mesi con L'Assessore Nasti e il Presidente Patruno. Adozione che noi abbiamo accolto con grande festa. Ma non dimentichi la grande responsabilità che mi sono assunto firmando il protocollo come Presidente dell'associazione.
Lei mi scrive che mi faccio "scudo" dell'adozione con i residenti. Io vedo in tale adozione una aumento delle mie responsabilità. Non un modo per fare ciò che mi pare e piace della piazza! Ed ancor meno, da quando abbiamo firmato il protocollo, non ho MAI avuto 1 solo incontro con 1 solo residente. Quindi La invito a dubitare di chi le ha raccontato il contrario.
Nessuno, nè io nè nessuno dei miei collaboratori ha mai insultato ed ancor meno minacciato un solo residente.
Al massimo è sempre accaduto il contrario. Al massimo siamo stati più volte "annaffiati" con secchiate di acqua e candeggina. E mai abbiamo sporto denuncia per questo (codice penale)
Siamo il capro espiatorio di quanto sta avvenendo in piazza. Ma solo degli episodi negativi. Il protocollo è un impegno. A pulire, sistemare e rendere cilile la piazza. Non a far festa e renderla meta di ubriaconi!
I residenti di cui Lei parla non si sono mai interessati a nulla se non al proprio sonno. Gli stessi avevano accordi ben chiari con il "parcheggiatore" di cui sopra per un forfettario mensile da riconoscergli per il posto auto. Posto che gli veniva "garantito". E così pure si sono risentiti della chiusura della piazza, venendo a perdere la comodità del parcheggio sotto casa e del parcheggiatore privato!
Si sono infastiditi dell'apertura di altre attività commerciali, dei giardini puliti e sistemati. L'unica cosa che a loro interessa è che la notte ci sia silenzio. Poi, che si spari, si rubi o accadda quello che regolarmente accade, non è affar loro. Ma tanti altri residenti ci apprezzano e ci stimano. Ci sostengono e ci hanno manifestato la loro solidarietà. Ci spronano a restare. A continuare a combattere e partecipano degli eventi che noi organizziamo.
Stiamo segnalando aggressioni, pestaggi, furti e rapine. I giornali raccontano quotidianamente ciò che accade in piazza. E noi abbiamo richiesto più volte l'intervento della polizia e dei carabinieri. Diamo fastidio come le ho spiegato al nostro incontro per la firma di "adozione". Ed infatti la rapina subita è un chiaro atto volto a cacciarci.
Se anche Lei adesso non ritiene valida la presenza sul territorio di giovani come noi, la nostra permanenza è del tutto inutile.
Per quel che riguarda "l'egidia" di cui parla la risposta è molto semplice, coerente ed onesta.
La kestè srl ha aperto il locale di cui Lei parla. La cooperativa fa.ti.ka, cooperativa fondata grazia al mio lavoro di formazione sui giovani ed oggi completamente autonoma ed indipendente da me, ha in gestione il locale. E sin qui nulla di anormale o lontano dalla legge. L'associazione Artèteka è l'associazione fondata 6 anni fa dal sottoscritto ed altri 20 commercianti della zona. Associazione che oggi sta cercando di tornare forte, grazie proprio alla collaborazione tra il comune, i commercianti ed i cittadini. Quando si organizzano manifestazioni in piazza è l'Associazione che le organizza. Non il kestè. Non la cooperativa. Ecco quindi spiegato ciò che non era forse chiaro ai vigili urbani, vigili che a mio memoria, mai mi hanno fatto domande al riguardo. Anzi, più volte hanno verbalizzato alla mia attività in modo erroneo una serie di "abusi". Ma le mostrerò i documenti, visto che, a quanto pare, oggi sono diventato io il fastidio, l' illegale!
Per quello che riguarda l'orario di chiusura noi di sicuro non siamo contenti da lavorare sino a tarda notte.
Non ci piace, non lo troviamo gratificante e di sicuro non lo scegliamo. Ma il problema è semplice: se tutte le attività commerciali, le associazioni, i bar del centro antico chiudessero all'orario indicato, non avremmo assolutamente problemi a chiudere secondo la norma.
Ma se i nostri diretti concorrenti, (già applicando prezzi a dir poco sotto la media, non fatturando, senza personale in regola) chiudono quando gli pare, occupano abusivamente spazi che non possono fornendo servizi per cui noi paghiamo ( siamo pienamente in regola in quanto ad occupazione di suolo pubblico) di sicuro noi avremmo una breve sopravvivenza. Quindi o si lavora in una direzione tutti o noi giovani lavoratori ne pagheremo solo le spese, dandola vinta a chi in ben altra illegalità sta operando in piazza.
Così come ha ricevuto ed ascoltato i residenti Le chiedo di poterLa incontrare quanto prima per poterLe esporre i fatti. E documenti alla mano, dimostrarLe che non siamo noi il problema della piazza, anzi, noi abbiamo salvato la piazza dal totale abbandono. Credo sia giusto che anche io e il Presidente della cooperativa fa.ti.ka si possa farle un breve riassunto di quanto accade normalmente in piazza. E le faccia capire che oggi il problema è ben differente da quello che Lei, spinto da alcuni residenti, ha esposto.
Ne sarei molto felice, prima di operare delle scelte "in solitaria" che porterebbero ad un certo tracollo della mia attività. A questo punto tanto vale andar via, vendere l'attività e lasciare una terra così infelice come questa.
Per quello che riguarda l'apertura di altre attività commerciali al Centro Antico, a Largo San Giovanni Maggiore, non vedo come si possa essere "preoccupati" di questo
in un momento in cui negozi, ditte e fabbriche stanno chiudendo. Significa che il nostro lavoro sta portando ad uno sviluppo. Che siamo motore trainante. Ed anche in questo non vedo nulla di male se non uno sprone a continuare in questa direzione.
Se alcuni residenti stanno lasciando casa altri ne arriveranno consapevoli di andare a vivere in una zona della città viva. E SICURA. Tale fenomeno si è da sempre verificato. E' uno step normale dello sviluppo cittadino. A meno che non si voglia restare una piccola, silenziosa e criminale città del meridione e non la capitale mondiale del turismo.
Resto quindi in attesa di un appuntamento. Spero che da questa piccola crisi si possa uscire tutti soddisfatti. ( i residenti non lo saranno MAI del tutto.)
I presupposti per una trasformazione ci sono tutti. Purchè da tutte le parti si decida di lavorare. Che ognuno faccia la sua parte. Perchè i diritti ed i doveri camminino sempre vicini. Ma se i diritti vengono meno, non capisco perchè i doveri dovrebbero continuare ad essere gli stessi. Ho già dato molte volte l'esempio. A mia spese. Oggi non sono disponibile a farlo se non con un piano ben preciso. Di collaborazione piena. Per arrivare ad una "normalità". Non possiamo operare miracoli. Non possiamo operare un drastico cambiamento. Ma lavoriamo passo dopo passo per il cambiamento.
Non posso essere il responsabile di canti balli e feste che spontaneamente nascono in piazza. E per questo non è giusto che paghi. Al massimo posso prenderne i "meriti". Se poi si riescano a limitare i balli in determinati orari (domenica abbiamo nuovamente litigato con ragazzi che suonavano in piazza alle 2).
Ci dedichi un poco del suo tempo. E le porteremo in visione documenti, petizioni, denunce e quanto serve per poterLe dimostrare quanto si sia lavorato per la legalità. Per lo sviluppo. La sommergerò di una quantità ben superiore di firme, denunce e richieste di aiuto. Sino ad ora SEMPRE restate inevase.
Ed insieme al Presidente Impegno e gli Assessori competenti cercheremo di risolvere il problema. Sempre che si ritenga necessario il nostro aiuto.
Scrivo a Lei e ai firmatari del protocollo. Perchè si possa chiarire tutto quanto prima. MI interessa lavorare e vivere sereno. Cosa che da anni non accade. Il mio tempo deve assumere una qualità differente. Non dormo da mesi. Ma nessuno ci ha sostenuto.
La saluto cordialmente.
Fabrizio Caliendo.